La porosità dei capelli è una caratteristica della fibra capillare che influenza il modo in cui il capello interagisce con l’acqua e con le sostanze applicate sulla sua superficie.
Capire se i propri capelli presentano una porosità bassa, media o alta può essere utile per interpretare alcuni comportamenti della chioma: capelli che si bagnano con difficoltà, lunghezze che sembrano asciugarsi rapidamente, crespo frequente, perdita di morbidezza oppure prodotti che sembrano rimanere sulla superficie.
La porosità capillare è legata soprattutto alle caratteristiche strutturali della fibra e allo stato della sua parte più esterna, la cuticola.
Non bisogna però confondere la porosità con una semplice distinzione tra capelli sani e capelli danneggiati.
Ogni fibra capillare possiede infatti una propria capacità di interagire con l’acqua, che può essere influenzata dalle caratteristiche individuali del capello e modificarsi in seguito a trattamenti chimici, calore, esposizione ambientale e sollecitazioni meccaniche.
Vediamo quindi cosa significa realmente avere i capelli porosi, come riconoscerli e quali comportamenti possono aiutare a preservare la fibra nel tempo.
Che cos’è la porosità dei capelli
La porosità dei capelli descrive, in termini generali, la capacità della fibra capillare di interagire con l’acqua e con altre sostanze.
Il capello non è infatti una struttura completamente impermeabile.
L’acqua può interagire con la fibra e determinarne modificazioni temporanee, come il rigonfiamento.
Il comportamento varia però in funzione delle condizioni strutturali del capello.
Quando si parla di porosità, quindi, non ci si riferisce semplicemente alla quantità di acqua presente sulla superficie, ma al modo in cui la fibra permette gli scambi con l’ambiente esterno.
Per comprenderlo meglio è necessario osservare com’è fatto un capello.
Il rapporto tra porosità e struttura della fibra capillare
Il fusto del capello è formato principalmente da cheratina ed è organizzato in differenti strutture.
Tra le componenti comunemente descritte troviamo cuticola, corteccia e midollo.
La corteccia rappresenta gran parte della massa della fibra e contribuisce alle sue proprietà meccaniche.
La cuticola costituisce invece lo strato più esterno e svolge un’importante funzione protettiva.
La condizione di queste strutture contribuisce al comportamento della fibra quando viene esposta all’acqua, all’umidità e ai trattamenti cosmetici.
Il ruolo della cuticola del capello
La cuticola del capello può essere immaginata come il rivestimento protettivo esterno della fibra.
È costituita da cellule appiattite e sovrapposte.
La loro disposizione crea una barriera che contribuisce a proteggere le strutture interne dalle aggressioni esterne.
Quando la superficie è relativamente regolare e integra, gli scambi con l’ambiente risultano maggiormente controllati.
Se invece la cuticola viene alterata, erosa o danneggiata, possono cambiare la permeabilità e le caratteristiche della fibra.
È per questo che la porosità non va considerata come una caratteristica completamente isolata: è strettamente collegata alle condizioni fisiche del capello.
Cosa significa avere i capelli porosi
Con l’espressione capelli porosi si indicano generalmente fibre che presentano una maggiore capacità di assorbire sostanze e acqua rispetto a capelli caratterizzati da una superficie meno permeabile.
Una maggiore capacità di assorbimento, però, non significa necessariamente una maggiore capacità di mantenere l’idratazione.
Questo è uno degli aspetti più interessanti della porosità capillare.
Una fibra molto porosa può entrare facilmente in contatto con l’acqua e allo stesso tempo perderla rapidamente quando cambiano le condizioni ambientali.
Di conseguenza, il capello può apparire secco, ruvido o crespo nonostante si bagni facilmente.
Come acqua e umidità interagiscono con il capello
Il capello è sensibile alle condizioni ambientali.
Quando aumenta l’umidità relativa, la fibra può assorbire acqua dall’ambiente.
Quando l’ambiente diventa più secco, parte dell’acqua può essere rilasciata.
Questi scambi possono influire sulle caratteristiche fisiche della fibra e sul modo in cui la chioma appare e si comporta.
La porosità dei capelli contribuisce a determinare quanto facilmente avvengono questi fenomeni.
Per questo motivo alcune persone notano cambiamenti evidenti nella propria chioma nelle giornate particolarmente umide.
Perché un capello può assorbire acqua ma perderla rapidamente
È facile pensare che un capello capace di assorbire molta acqua sia automaticamente ben idratato.
In realtà non è sempre così.
Quando la fibra presenta una maggiore permeabilità, l’ingresso dell’acqua può essere più rapido, ma può risultare più facile anche la sua successiva perdita.
È una delle ragioni per cui i capelli ad alta porosità vengono spesso associati a una sensazione di secchezza e a una maggiore difficoltà nel mantenere una superficie uniforme.
I diversi livelli di porosità dei capelli
Nel linguaggio della cura cosmetica si distinguono generalmente tre categorie: bassa porosità, media porosità e alta porosità.
Questa suddivisione è utile per descrivere il comportamento della fibra, ma non deve essere interpretata come una classificazione rigida.
La stessa persona può infatti avere zone della chioma con caratteristiche differenti.
Le punte, per esempio, hanno generalmente subito più lavaggi, spazzolature, esposizioni ambientali e trattamenti rispetto ai capelli appena cresciuti vicino alla radice.
Capelli a bassa porosità
I capelli a bassa porosità presentano generalmente una superficie relativamente compatta.
L’acqua può richiedere più tempo per interagire con la fibra.
Durante il lavaggio si può avere l’impressione che la chioma impieghi qualche momento prima di bagnarsi completamente.
Anche alcuni cosmetici particolarmente ricchi possono avere la tendenza a rimanere maggiormente sulla superficie se utilizzati in quantità eccessive.
Questo può lasciare una sensazione di pesantezza.
Bassa porosità non significa però necessariamente capello più sano in senso assoluto.
Descrive soprattutto un determinato comportamento della fibra nei confronti dell’acqua e delle sostanze applicate.
Capelli a media porosità
I capelli a media porosità mostrano generalmente un comportamento intermedio.
La fibra interagisce con l’acqua senza presentare gli estremi tipici delle porosità molto basse o molto alte.
I capelli possono bagnarsi in tempi relativamente normali e mantenere una buona sensazione di morbidezza dopo l’asciugatura.
Anche in questo caso le caratteristiche possono cambiare nel tempo.
Un capello inizialmente poco o mediamente poroso può infatti subire modificazioni in seguito a ripetuti trattamenti chimici, termici o meccanici.
Capelli ad alta porosità
Nei capelli ad alta porosità, la fibra presenta generalmente una maggiore permeabilità.
L’acqua può interagire più facilmente con il capello e la chioma può bagnarsi velocemente.
Allo stesso tempo, però, può risultare difficile mantenere a lungo una sensazione di morbidezza.
I capelli possono apparire più ruvidi, opachi, crespi o fragili, soprattutto quando l’aumento della porosità è associato a un danneggiamento della cuticola.
Le lunghezze sottoposte frequentemente a decolorazioni, colorazioni, calore intenso o altre sollecitazioni possono presentare caratteristiche di questo tipo.
Come riconoscere i capelli porosi
Non esiste un unico segnale che permetta di stabilire con assoluta certezza il livello di porosità dei capelli osservandoli per pochi secondi.
È più utile considerare contemporaneamente diversi comportamenti della chioma.
Bisogna osservare come reagisce all’acqua, quanto velocemente cambia in presenza di umidità, come appare la superficie e come si comportano lunghezze e punte dopo il lavaggio.
Capelli ruvidi e poco luminosi
Una superficie irregolare riflette la luce diversamente rispetto a una superficie più uniforme.
Per questo motivo i capelli con una cuticola alterata possono apparire meno luminosi.
Passando delicatamente le dita sulle lunghezze si può inoltre percepire una maggiore ruvidità.
Questi segnali, presi singolarmente, non dimostrano necessariamente un’elevata porosità.
Se però compaiono insieme ad altre caratteristiche, possono contribuire a delineare il comportamento della fibra.
Crespo e sensibilità all’umidità
Il crespo viene frequentemente associato ai capelli porosi.
Una fibra maggiormente permeabile può infatti reagire più intensamente ai cambiamenti dell’umidità ambientale.
La chioma può perdere definizione e diventare meno uniforme.
Questo fenomeno è particolarmente evidente in alcune giornate umide, quando capelli apparentemente disciplinati dopo l’asciugatura cambiano rapidamente aspetto una volta esposti all’ambiente esterno.
Il crespo, però, non dipende esclusivamente dalla porosità.
Anche forma del capello, condizioni ambientali, attrito e abitudini di cura possono contribuire.
Tempi di assorbimento e asciugatura
Osservare come i capelli reagiscono all’acqua può fornire alcune indicazioni.
Se l’acqua sembra inizialmente rimanere sulla superficie e la chioma richiede tempo per bagnarsi completamente, potrebbe esserci una tendenza verso una porosità più bassa.
Se invece i capelli si bagnano molto rapidamente, questo comportamento può essere compatibile con una maggiore permeabilità.
I tempi di asciugatura sono più difficili da utilizzare come parametro isolato.
Spessore, densità della chioma, lunghezza, quantità di capelli, temperatura ambientale e metodo di asciugatura influenzano infatti notevolmente il risultato.
Come reagiscono i capelli ai prodotti cosmetici
Anche il comportamento dopo l’applicazione di shampoo, balsami, maschere e altri cosmetici può fornire informazioni.
Su alcune chiome poco porose, quantità elevate di prodotti ricchi possono lasciare facilmente residui o una sensazione di pesantezza.
Le fibre molto porose possono invece sembrare assorbire rapidamente alcuni prodotti, pur tornando a manifestare secchezza dopo un certo periodo.
Non esiste però una regola universale.
La formulazione del cosmetico, la quantità applicata, il tipo di capello e le condizioni della fibra modificano notevolmente il risultato.
Il test del bicchiere per la porosità è davvero affidabile?
Uno dei metodi più diffusi online consiste nel mettere un capello in un bicchiere d’acqua e osservarne il comportamento.
Secondo questa interpretazione, un capello che rimane in superficie sarebbe poco poroso, mentre uno che affonda rapidamente sarebbe molto poroso.
È un metodo semplice e suggestivo, ma non dovrebbe essere considerato una misurazione precisa della porosità dei capelli.
Perché il galleggiamento di un capello può essere fuorviante
Il comportamento di un singolo capello in un bicchiere può essere influenzato da numerose variabili.
Sulla fibra possono essere presenti sebo, residui cosmetici o altre sostanze.
Anche la tensione superficiale dell’acqua può influenzare il galleggiamento.
A questo si aggiunge un problema ancora più semplice: un singolo capello non rappresenta necessariamente tutta la chioma.
Una fibra prelevata vicino alla nuca potrebbe avere caratteristiche diverse rispetto a una lunghezza maggiormente esposta a sole, piastra o trattamenti chimici.
Quali caratteristiche osservare al posto di un singolo test
Per comprendere il comportamento dei propri capelli è più utile osservare la chioma nel tempo.
Si può prestare attenzione alla velocità con cui si bagna, alla sensazione delle lunghezze una volta asciutte, alla presenza di crespo, alla risposta all’umidità e al modo in cui i cosmetici si distribuiscono sulla fibra.
L’obiettivo non deve essere necessariamente assegnare ai capelli un’etichetta definitiva.
È più utile comprendere come si comportano per adattare le normali abitudini di cura alle loro caratteristiche.
Perché i capelli diventano più porosi
La porosità può dipendere dalle caratteristiche originarie della fibra, ma può anche aumentare in seguito alle sollecitazioni subite nel tempo.
La parte visibile del capello è una struttura cheratinizzata che non possiede la capacità biologica di rigenerarsi come un tessuto vivente.
Per questo motivo le aggressioni ripetute possono accumularsi soprattutto sulle lunghezze.
Colorazioni, decolorazioni e trattamenti chimici
I trattamenti chimici possono modificare la struttura della fibra.
La decolorazione, in particolare, comporta processi ossidativi che possono alterare componenti della cuticola e della corteccia.
Se ripetute frequentemente o eseguite in condizioni aggressive, queste procedure possono aumentare la permeabilità della fibra.
Il risultato può essere un capello che assorbe più facilmente acqua, presenta maggiore ruvidità e possiede caratteristiche meccaniche differenti rispetto a una fibra non trattata.
Questo non significa che ogni capello colorato sia necessariamente molto poroso.
Tipo di trattamento, frequenza, condizioni iniziali della fibra e modalità di cura successive fanno la differenza.
Calore di phon e piastra
Anche il calore rappresenta una fonte di stress per la fibra capillare.
Phon, piastre e altri strumenti possono raggiungere temperature elevate.
Il rischio aumenta soprattutto quando vengono utilizzati frequentemente, a temperature molto alte o su capelli non adeguatamente asciutti nel caso degli strumenti destinati allo styling a secco.
Le sollecitazioni termiche ripetute possono contribuire al deterioramento della superficie e delle strutture interne della fibra.
Moderare temperatura e frequenza può quindi aiutare a limitare lo stress accumulato dalle lunghezze.
Sole, ambiente e sollecitazioni quotidiane
I capelli sono continuamente esposti all’ambiente.
Radiazioni ultraviolette, condizioni climatiche e altre esposizioni possono contribuire nel tempo alle modificazioni della fibra.
Anche il semplice trascorrere dei mesi fa sì che le punte abbiano una storia molto diversa dalle radici.
Una punta lunga diversi centimetri è stata infatti sottoposta a numerosi lavaggi, asciugature, esposizioni solari e contatti meccanici.
È quindi normale che la porosità non sia necessariamente identica lungo tutta la lunghezza.
Pettinatura e stress meccanico della fibra
Non sono soltanto chimica e calore a influenzare il capello.
Esistono anche le sollecitazioni meccaniche.
Spazzolare energicamente capelli annodati, strofinare le lunghezze con l’asciugamano oppure sottoporle continuamente ad attrito può contribuire all’usura della superficie.
Il fenomeno diventa particolarmente rilevante sulle punte, che rappresentano la parte più vecchia della chioma.
Una manipolazione delicata aiuta a limitare lo stress meccanico quotidiano.
Porosità e capelli secchi sono la stessa cosa?
Capelli secchi e capelli porosi non sono sinonimi.
I due fenomeni possono essere collegati, ma descrivono caratteristiche differenti.
La porosità riguarda principalmente il comportamento della fibra rispetto all’acqua e la sua permeabilità.
La sensazione di secchezza può invece dipendere da diversi fattori, compresa la quantità e distribuzione dei lipidi sulla superficie, le condizioni della fibra, le abitudini cosmetiche e le caratteristiche individuali.
Un capello molto poroso può risultare secco perché tende a non mantenere facilmente determinate condizioni di idratazione.
Questo non significa però che qualsiasi capello secco debba automaticamente essere classificato come altamente poroso.
Porosità e capelli crespi: quale relazione esiste
Anche porosità e crespo sono correlati ma non equivalenti.
Una superficie danneggiata e irregolare può contribuire a rendere la chioma meno uniforme.
La maggiore interazione con l’umidità ambientale può inoltre favorire variazioni nella forma della fibra.
Questo spiega perché alcuni capelli molto porosi tendano a manifestare crespo con maggiore facilità.
Esistono però capelli crespi che non presentano necessariamente un grave danneggiamento.
Forma naturale della fibra, riccio, ondulazione, attrito e condizioni climatiche possono avere un ruolo altrettanto importante.
La porosità può cambiare nel tempo?
Sì, le caratteristiche della fibra possono cambiare durante la vita del singolo capello.
La porzione appena cresciuta vicino al cuoio capelluto non ha la stessa storia delle punte.
Con il passare del tempo aumentano le occasioni di esposizione a lavaggi, asciugature, radiazioni solari, spazzolatura e trattamenti.
Colorazioni e decolorazioni possono produrre ulteriori modificazioni.
Di conseguenza, una persona può avere radici relativamente poco porose e lunghezze decisamente più permeabili.
Questo è uno dei motivi per cui classificare l’intera chioma con una sola definizione può essere riduttivo.
Come prendersi cura dei capelli in base alla loro porosità
Conoscere il comportamento della fibra permette di osservare con maggiore attenzione la risposta della chioma alla normale routine cosmetica.
Non esiste però una procedura identica per tutti.
Capelli lisci, mossi, ricci, fini, grossi, naturali e trattati possono avere necessità differenti anche quando mostrano livelli di porosità simili.
L’obiettivo dovrebbe essere mantenere la fibra in buone condizioni limitando gli stress evitabili.
Detersione e trattamento della fibra capillare
La detersione permette di rimuovere sebo, residui cosmetici e sostanze accumulate sulla superficie.
La frequenza del lavaggio dovrebbe essere adattata alle caratteristiche personali e alle necessità del cuoio capelluto.
Anche la fase successiva alla detersione è importante per la gestione delle lunghezze.
Balsami, maschere e altri prodotti vengono formulati con caratteristiche differenti proprio perché non tutte le fibre si comportano allo stesso modo.
Idratazione e mantenimento della morbidezza
Quando si parla di idratazione dei capelli è utile evitare un’eccessiva semplificazione.
La gestione della morbidezza non consiste semplicemente nel “far entrare acqua” nella fibra.
Le formulazioni cosmetiche possono agire sulla superficie del capello migliorandone pettinabilità, scorrevolezza e sensazione al tatto.
La scelta dovrebbe tenere conto della risposta individuale.
Se un prodotto lascia costantemente i capelli pesanti e privi di volume, potrebbe essere necessario modificarne quantità o modalità d’uso.
Se invece le lunghezze rimangono molto ruvide e difficili da districare, può essere utile rivalutare la routine utilizzata.
Proteggere la fibra dal calore e dalle aggressioni esterne
Limitare le aggressioni evitabili è particolarmente importante quando le lunghezze sono già molto porose.
L’utilizzo continuo di temperature elevate può aggiungere ulteriore stress.
Anche lo sfregamento aggressivo con l’asciugamano e una spazzolatura energica possono aumentare l’usura.
Una gestione delicata della chioma non modifica magicamente la struttura già danneggiata, ma può aiutare a evitare che il deterioramento proceda più rapidamente.
Come osservare nel tempo il comportamento dei propri capelli
Per comprendere realmente la porosità dei capelli è preferibile osservare la chioma per un certo periodo anziché affidarsi a una singola prova.
Può essere utile valutare separatamente radici, lunghezze e punte.
Bisogna osservare come queste zone reagiscono all’acqua e all’asciugatura.
Anche la risposta all’umidità ambientale può fornire indicazioni interessanti.
Un altro elemento da considerare è l’evoluzione della chioma dopo trattamenti chimici.
Se dopo diverse decolorazioni le lunghezze iniziano a bagnarsi più rapidamente, diventano più ruvide e manifestano una maggiore tendenza al crespo, è possibile che la struttura della fibra sia cambiata.
L’osservazione ripetuta fornisce quindi un quadro più utile rispetto alla ricerca di una classificazione immediata.
Conoscere la porosità per comprendere meglio i propri capelli
La porosità dei capelli aiuta a spiegare perché due chiome apparentemente simili possano reagire in maniera molto diversa all’acqua, all’umidità e ai cosmetici.
La condizione della cuticola, le caratteristiche della fibra e la sua storia contribuiscono tutte a determinarne il comportamento.
Distinguere indicativamente tra bassa, media e alta porosità può essere utile, purché questa classificazione non venga considerata rigida.
La porosità può infatti variare tra persone diverse, lungo lo stesso capello e nel corso del tempo.
Colorazioni, decolorazioni, calore, esposizioni ambientali e sollecitazioni meccaniche possono contribuire a modificare la struttura della fibra.
Osservare come i propri capelli reagiscono nella vita quotidiana permette quindi di comprenderli meglio e di adottare abitudini più coerenti con le loro caratteristiche.
Domande frequenti sulla porosità dei capelli
Come faccio a capire se ho i capelli porosi?
È utile osservare diversi segnali contemporaneamente.
Capelli che si bagnano facilmente, diventano rapidamente crespi in presenza di umidità, risultano ruvidi sulle lunghezze e tendono a perdere velocemente morbidezza possono presentare una maggiore porosità.
Nessuno di questi elementi, preso singolarmente, permette però una classificazione certa.
Come sono al tatto i capelli molto porosi?
Quando l’elevata porosità è associata a una cuticola danneggiata, la superficie può apparire meno uniforme e risultare più ruvida al tatto.
Le lunghezze possono inoltre essere più difficili da districare.
I capelli porosi sono sempre secchi?
No.
Porosità e secchezza sono concetti collegati ma differenti.
Un capello altamente poroso può manifestare più facilmente una sensazione di secchezza, ma non tutti i capelli secchi sono necessariamente molto porosi.
I capelli crespi sono necessariamente porosi?
No.
Una maggiore porosità può contribuire al crespo, soprattutto per la risposta della fibra all’umidità, ma esistono numerosi altri fattori.
Forma naturale del capello, attrito, condizioni climatiche e modalità di asciugatura possono incidere sul fenomeno.
I capelli decolorati diventano più porosi?
La decolorazione può modificare la struttura della fibra e aumentare la porosità, soprattutto quando viene ripetuta o è particolarmente intensa.
Il grado di alterazione varia però in funzione delle condizioni iniziali e delle modalità del trattamento.
La piastra può aumentare la porosità?
L’esposizione ripetuta a temperature elevate può danneggiare la fibra e contribuire ad alterarne le caratteristiche strutturali.
Frequenza, temperatura e modalità di utilizzo incidono sull’entità dello stress termico.
La porosità dei capelli può diminuire?
I cosmetici possono migliorare temporaneamente alcune caratteristiche superficiali, come morbidezza, scorrevolezza e pettinabilità.
Una fibra già strutturalmente danneggiata, però, non si rigenera biologicamente.
Per questo è utile soprattutto limitare nuovi danni e gestire correttamente le lunghezze.
Come si comportano i capelli a bassa porosità?
I capelli con bassa porosità tendono generalmente a interagire più lentamente con l’acqua.
Alcuni prodotti molto ricchi possono inoltre accumularsi più facilmente sulla superficie se vengono applicati in quantità eccessive.
Come si comportano i capelli ad alta porosità?
I capelli ad alta porosità possono assorbire rapidamente acqua e mostrare una maggiore sensibilità alle condizioni ambientali.
Quando la porosità è associata al danneggiamento della fibra, possono inoltre comparire ruvidità, opacità, crespo e maggiore fragilità.
Il test del bicchiere permette davvero di misurare la porosità?
Non dovrebbe essere considerato una misurazione scientifica precisa.
Galleggiamento e affondamento possono essere influenzati dalla tensione superficiale dell’acqua e dalla presenza di sebo o residui cosmetici sulla fibra.
Inoltre, il comportamento di un singolo capello non rappresenta necessariamente quello dell’intera chioma.
È più utile valutare nel tempo un insieme di caratteristiche, osservando come radici, lunghezze e punte reagiscono all’acqua, all’umidità e alla normale routine di cura.
